Una sera alla Fine-Art Images Gallery

 Questo mese non voglio raccontarvi una mia fotografia, ma l’esperienza che ho vissuto presso la Fine-Art Images Gallery di Chieri in una serata di giugno.

Varcare la soglia della galleria è come entrare in un tempio della fotografia: ci si ritrova circondati da opere d’arte – prevalentemente in bianco e nero – che parlano un linguaggio potente. Se non si fa attenzione si rischia quasi di perdere l’equilibrio, tanto l’emozione è intensa. Dalla prima sala al piano terra si scende verso lo spazio espositivo vero e proprio, allestito con cura meticolosa.

La sera della mia visita, insieme ai ragazzi del circolo fotografico poirinese, erano ancora esposte le opere della fotografa australiana Jacinta Tomyn, una mostra dal titolo "In essence": una serie di autoritratti che esplorano il corpo femminile in modo profondamente intimo. Inutile dire che la qualità delle stampe in bianco e nero toglieva il fiato.

Ma il momento più straordinario della serata doveva ancora arrivare. Tra i racconti appassionati di Giorgio Gatti, ci sono state mostrate due stampe originali di Robert Capa, che ritraevano il volto di un soldato, prima con l'elmetto e poi senza, con una benda sugli occhi. Quelle foto, scattate da Capa solo un paio di giorni dopo lo sbarco in Normandia, passavano di mano in mano tra i presenti, in un silenzio e con un'attenzione fuori dal comune. Da notare che delle due stampe non vi sono altre copie e i negativi sono andati persi!

Le sorprese, però, non erano finite. A un certo punto ha iniziato a girare tra noi una fotocamera Leica appartenuta a Gerda Taro, equipaggiata con un obiettivo, un Leitz Summar 5 cm f/2, utilizzato solitamente dallo stesso Capa. Lì l’emozione si è fatta quasi travolgente: stringere tra le mani lo strumento con cui Gerda ha impresso immagini che rimarranno per sempre nella storia dell’umanità è stato un momento indescrivibile.

Proprio partendo da questa profonda cultura e devozione per l'immagine cartacea, a conclusione della serata, Giorgio ha voluto presentarci un progetto che gli sta particolarmente a cuore e che estende i confini fisici della galleria: il suo portale fotografico Leggere la Fotografia. Si tratta di una straordinaria estensione virtuale della sua attività, uno spazio nato per guidare appassionati e curiosi ad "andare oltre" la superficie dello scatto, offrendo strumenti critici e approfondimenti per comprendere davvero il linguaggio visivo. Sentirlo parlare della genesi del sito e della sua missione divulgativa è stata la perfetta prosecuzione di una serata all'insegna della pura cultura fotografica.

Il nostro gruppetto di appassionati ha lasciato la galleria passata la mezzanotte. Sono andato a dormire intorno all’una, ma vi assicuro che prendere sonno è stato tutt'altro che facile, con la mente ancora piena di quelle incredibili emozioni.

 

 

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Leggere la fotografia

Giorgio Gatti

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